Giochi indie: news sul libro ed ebook Textural Videogames

Textural Videogames Book

Playing The Game: il libro Textural Videogames

Dopo aver presentato, nella prestigiosa sede del Politecnico di Milano, in occasione dell’annuale Global Game Jam (23-24-25 gennaio), le ultime ricerche relative a Textural Videogames, è giunto il momento di svelare alcuni dettagli riguardanti la pubblicazione che, come saprete, è nata a compendio dell’incredibile mostra ed evento da noi organizzato negli spazi di Pirelli HangarBicocca, in occasione dell’apertura di Milan Games Week 2014.

Attualmente, stiamo revisionando i testi della pubblicazione che sarà diffusa sia in formato cartaceo che digitale, in lingua inglese ed italiana. Questo significa che avrete (e avremo!) presto la possibilità di sfogliarlo.

La pubblicazione contiene le interviste rilasciate da alcune delle personalità più interessanti del panorama dello sviluppo di videogiochi indipendenti contemporaneo. Stiamo parlando di game designer e developer già noti o emergenti, dei quali sentiremo ancora molto parlare in futuro.

In particolare, come saprà chi segue le nostre iniziative, il libro contiene le interviste da noi condotte agli statunitensi Alex Kriss (Progression) e Davey Wreden (The Stanley Parable), all’inglese Ed Key (Proteus), ai canadesi ceMelusine (ΘRΑΩLE) e Richard E. Flanagan (Fract OSC), all’olandese Sander van der Vegte (Autopret) e al duo belga Tale of Tales (The Graveyard).

Il volume, così come l’evento a cui si riferisce, hanno affrontato il tema della quantificazione delle abilità del giocatore e della suddivisione dell’esperienza di gioco in livelli.

L’assenza di record da abbattere, punteggi da totalizzare e livelli sequenziali da portare a termine, o la loro manipolazione in chiave creativa (E.g. Fract OSC, L.S.D.: Dream Emulator, Progression, The Incredible Machine), caratterizza tutti i videogiochi selezionati e proposti in HangarBicocca da Playing The Game.

Oltre alle interviste, alle schede dei videogiochi e ai testi introduttivi di Paolo Branca e Filippo Lorenzin, rispettivamente direttore creativo e curatore artistico di Playing The Game, il libro si completa di undici contributi raccolti grazie ad un bando internazionale, con l’obiettivo di offrire molteplici punti di vista sull’argomento trattato.

Di seguito vi presentiamo una breve descrizione di ciascun autore e del suo contributo presente in Textural Videogames.

L’artista Adela Muntean, i cui lavori sono stati presentati in svariate nazioni europee, ci propone alcune riflessioni sul videogioco The Graveyard dei Tale of Tales.

Adela Muntean contributor del libro Textural Videogames

Adela Muntean

Claudio Musso, critico d’arte e curatore indipendente, si immerge nelle tematiche che sottendono Textural Videogames, non prima di aver ricordato la centralità del videogioco nel panorama contemporaneo.

Federica Fiumelli, collaboratrice di Vogue e WSI mag, considerando complessivamente la ricerca Textural Videogames, oltre che riferendosi al videogioco The Stanley Parable di Davey Wreden, racconta il nesso che può realmente convergere e far collidere gioco e pratiche artistiche.

Federica Fiumelli contributor del libro Textural Videogames

Federica Fiumelli

Francesco Tenaglia, curatore di numerose iniziative come la serie di talk e screening Lions After Slumber al CareOf, oltre che collaboratore per i magazine Kaleidoscope e Blow Up, realizza una sofisticata analisi dello straordinario e indimenticabile ICO, realizzato dal team guidato dal game designer e director Fumito Ueda.

Francesco Tenaglia contributor del libro Textural Videogames

Francesco Tenaglia

Giorgia Noto, giornalista per Artribune e Living-Adamis, oltre che curatrice indipendente, rintraccia il rapporto fra la ricerca Textural Videogames di Playing The Game, ed il documentario‑videogioco Fort McMoney del regista David Dufresne, scoperto dall’autrice nell’ultima edizione del Milano Film Festival.

Giorgia Noto contributor del libro Textural Videogames

Giorgia Noto

Giulia Incani, artista contemporanea, coinvolge il lettore in un’affascinante narrazione in prima persona, espediente narrativo utilizzato anche da Paul Booth, esperto di game cultures e cultura pop (NdR. temi da noi discussi recentemente con Enrico Gandolfi), docente alla DePaul University, oltre che autore di Game Play, Playing Fans, Time on TV e Digital Fandom, per condividere profonde riflessioni sull’indiegame The Stanley Parable.

Giulia Incani contributor del libro Textural Videogames

Giulia Incani

Paul Booth contributor del libro Textural Videogames

Paul Booth

Giuliano Tarlao, artista performativo, ci parla del senso del gioco e del giocare, in relazione al tema indagato dalla pubblicazione.

Giuliano Tarlao contributor del libro Textural Videogames

Giuliano Tarlao

Michelle & Marc Ouellette, coppia di educatori statunitensi, già autori dell’interessante testo Married, with children and an XBox: Compromise in Video Game Play, realizzano un’illuminante saggio sulla serie di videogiochi o metagiochi, come la definiscono gli autori stessi, The Incredible Machine, ed il loro fondamentale valore pedagogico.

Michelle & Marc Ouellette contributor del libro Textural Videogames

Michelle & Marc Ouellette

Paolo Mele, visiting researcher presso The New School di New York, oltre che presidente dell’associazione culturale Ramdom, allarga ulteriormente la visuale di Textural Videogames, riallacciandola a software ed applicazioni come Mountain del celebre artista ed animatore 3D David Oreilly, realizzata insieme al programmatore e compositore Damien Di Fede a.k.a. Future Boy e PolyFauna commissionata dal gruppo musicale inglese Radiohead, allo studio di design ed arte digitale Universal Everything, fondato dall’ex membro di The Designers Republic, Matt Pyke.

Paolo Mele contributor del libro Textural Videogames

Paolo Mele

Stephanie Vie, Profesoressa Associata di Scrittura e Retorica alla University of Central Florida, oltre che indagatrice delle tematiche riguardanti social network, videogiochi, ed il loro impatto sulle pratiche letterarie, analizza criticamente il videogioco Nintendo Animal Crossing, rivelando la cornice capitalista che lo sottende, celata sotto la rassicurante veste multicolore da prodotto per l’infanzia. Una tesi che troverebbe d’accordo persino Paolo Pedercini, fondatore della factory di videogiochi Molleindustria.

Stephanie Vie contributor del libro Textural Videogames

Stephanie Vie

Insomma, come abbiamo più volte ricordato, Textural Videogames si configura come uno strumento in grado di registrare gli stimoli teorici e critici riguardanti questa scena videoludica che è, anche e soprattutto, un fenomeno culturale che merita di essere conosciuto.

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